Logo studio dentistico Roma Mazzei,dentista Roma.

MAZZEI

IN ODONTOIATRIA

CARICAMENTO

Estrazione del dente: come avviene



INDICE

Quando è necessario estrarre un dente

Perché è importante sostituire un dente mancante

 Estrazione semplice ed estrazione chirurgica

Estrazione del dente: come avviene

Estrazione dente del giudizio

Quanto dura il dolore dopo l’estrazione del dente?

Cosa fare dopo l’estrazione del dente 

Cosa mangiare dopo l’estrazione dei denti?

 

Quando è necessario estrarre un dente

L’estrazione del dente è quell’operazione chirurgica che prevede la rimozione di un dente dalla sua cavità ossea di tipo mandibolare mascellare. Si ricorre principalmente all’estrazione del dente quando la permanenza dello stesso nella bocca creerebbe dei problemi seri al paziente. L’estrazione del dente è un’operazione abbastanza complicata, infatti se ne fa ricorso solo quando trattamenti odontoiatrici come la devitalizzazione, l’otturazione o l’apicectomia non possono trovar rimedio.  Dal momento in cui si tratta di un’operazione chirurgica a tutti gli effetti, è importante il monitoraggio e il controllo degli specialisti dentisti sullo stato di salute generale del paziente, sia prima che dopo l’intervento di estrazione dei denti.

Si ricorre all’estrazione del dente principalmente nei seguenti casi:

 

  • Grave presenza di carie, pulpito o ascessi dentali e infezioni che non possono essere trattati con altri tipi di intervento.
  •  Presenza di cisti dentali o granulomi che fanno ricorrere all’estrazione dei denti in modo tale da non far estendere l’infezione all’osso e al sangue.
  •  Quando si verifica una frattura o una rottura dei denti a seguito di un trauma (es una caduta) e non possono essere recuperati. 
  •  Presenza di una malattia paradontale che va ad intaccare proprio i tessuti ossei. In questo caso infatti i denti perdono il sostegno che li regge diventando sempre più mobili fino a quando non diventa necessario estrarli.
  • Presenza di affollamento dentale. In questo caso l’ortodontista spesso consiglia l’estrazione del dente per facilitare anche le terapie ortodontiche.
  • Inclusione dentale: l’intrappolamento di un dente nella gengiva ne rallenta la crescita e vede come rimedio l’estrazione dentale
  •  Denti soprannumerari: se ci sono più di 32 denti che causano la crescita di denti storti o malocclusione, in questi casi si ricorre alla rimozione dei denti.
  •  Mancanza della caduta dei denti da latte nei bambini: nel momento in cui non riescono a cadere i denti da latte nei tempi stabiliti, ostacolando anche la crescita dei denti permanenti, allora in quel caso l’avulsione dentale resta l’unica soluzione.

estrazione dente

Perché è importante sostituire un dente mancante

In uno studio pubblicato nel 2013 è stata valutata la salute orale di 2376 soggetti anziani (età: 65 – 74 anni) secondo le metodologie standard dell’Organizzazione Mondiale della Salute. I risultati sono stati: 67,5% dei soggetti riportava carie dentali, l’80,72% dei casi riportava denti mancanti.

Avere un dente in meno non è bello esteticamente, può essere imbarazzante o scomodo, ma la cosa più importante è che un dente mancante può danneggiare la salute orale e quindi non andrebbe mai estratto senza un piano di cura per sostituirlo in tempi brevi. Alcune ragioni sono: 

  • Dopo  l’estrazione, l’osso è guarito e si è rimarginato, non sarà più possibile eseguire un impianto dentale (una delle soluzioni migliori ad oggi per sostituire un dente mancante). La mancanza prolungata di un dente, invece, può causare un erosione precoce della mandibola, deteriorando più velocemente l’osso.
  • I denti restanti si spostano per compensare il dente mancante e possono curvarsi, complicare la funzione           masticatoria, causare malattie gengivali e carie.
  • Aumenta il rischio di malattie gengivali e carie a causa dello spazio vuoto tra i denti in cui si può depositare facilmente la placca batterica ed è più difficile da spazzolare. 

 Estrazione semplice ed estrazione chirurgica

Dopo aver effettuato una radiografia ai denti ed esaminato il quadro clinico del paziente, il dentista andrà a determinare il tipo di estrazione dentale da effettuare. Esistono due tipi di estrazione dentale: semplice e chirurgica:

  • Estrazione semplice: è il metodo di rimozione dei denti più comune. Questo tipo di intervento viene effettuato soprattutto quando il dente è ben visibile. (dente non incluso). Dopo aver eseguito l’anestesia del dente, si ricorre all’estrazione con strumenti come l’elevatore e la pinza, facendo pressione sul dente stesso. Per rimuovere i denti viene viene sezionato il legamento alveolare e da lì avviene l’estrazione dello stesso dente.
  • Estrazione chirurgica: avviene quando il dente è coperto dalla gengiva (dente incluso o semincluso) e si necessita di intervenire proprio sulla gengiva stessa creando uno spazio per accedere al dente. Talvolta si seziona proprio il dente (odontotomia) per effettuare in maniera più precisa l’avulsione dentale.

Estrazione del dente: come avviene

Come anticipato precedentemente, la rimozione del dente è un’operazione chirurgica molto impegnativa che necessita di esami e controlli specifici, inerenti soprattutto all’accertamento delle condizioni del dente mediante l’effettuazione di radiografie, principalmente ortopanoramiche.

Inoltre prima di effettuare l’intervento è importante comunicare tutte le allergie e lo stato di salute attuale in cui si è (ad esempio la gravidanza)

Il dentista inoltre deve educare il paziente, facendogli capire le ragioni dell’intervento e soprattutto consigliandogli accorgimenti e buone prassi da attuare dopo l’estrazione del dente.

L’estrazione dei denti prevede quindi le seguenti fasi:

  • Informazione e presa di consapevolezza del paziente.
  • Somministrazione dell’anestesia, nella maggior parte dei casi locale o si utilizzano tecniche di sedazione cosciente che viene somministrata per vie respiratore. L’anestesia totale per l’estrazione dei denti è più rara.
  • Il dentista per l’avulsione del dente, utilizza strumentazioni particolari come le pinze e facendo pressione sul dente, tende ad estrarlo dall’alveolo.
  • Fase di sutura: vengono inseriti i punti sulla parte operata (quando necessario).

Estrazione dente del giudizio

A differenza degli altri denti, per i denti del giudizio si può ricorrere ad estrazione dentale anche se non ci sono problematiche, patologie o infezioni in corso. L’estrazione del dente del giudizio in questi casi viene effettuata in maniera preventiva per evitare l’insorgere di problematiche più gravi e serie come il mal di denti, l’infiammazione gengivale, la malocclusione e tante altre.

Con l’estrazione del dente del giudizio il dentista ricorre alla rimozione del terzo molare nei seguenti casi:

  • Presenza eccessiva di carie, ascesso dentale o parodontopatia.
  • Denti del giudizio inclusi nelle gengive che portano ad un’infiammazione.
  • Accavallamento dei denti frontali dovuto alle spinte provocate dai denti del giudizio.
  • Nevralgie facciali.

Per l’estrazione dei denti del giudizio è necessario prima incidere la gengiva oppure sezionare il dente in due o più parti in modo da estrarle singolarmente per non danneggiare i denti circostanti. Questo riguarda soprattutto i denti del giudizio inferiori che sono quelli più difficili da eliminare.

Quanto dura il dolore dopo l’estrazione del dente?

Molto spesso una domanda molto comune che viene sottoposta ai dentisti è: estrazione dente, fa male? Proviamo a rispondere. Una volta terminato l’intervento di estrazione del dente, la capacità di “ritorno alla normalità del paziente” dipende dalla gravità dell’intervento che è stato eseguito.

Risulta normale quindi avvertire dolore dopo che l’anestesia ha perso effetto e potrebbe esserci anche un gonfiore e sanguinamento residuo per le successive 24 ore.

Grazie alle tecniche avanzate di anestesia, l’estrazione dentale è divenuta pressoché indolore se eseguita da un dentista esperto.

Dopo l’estrazione però è probabile avvertire del dolore insieme ad altri sintomi come:

  • Emorragia
  • Gonfiore che può durare fino a 7 giorni
  • Alveolite dentale
  • Ascesso dentale
  • Perdita di sensibilità temporanea delle labbra e della lingua.

 

Cosa fare dopo l’estrazione del dente

Per fare in modo di velocizzare il processo di capacità di ripresa dopo l’estrazione del dente, ci sono degli accorgimenti e dei consigli di prevenzione che necessitano di essere seguiti.

Le istruzioni post-trattamento possono variare in base al tipo di estrazione e la posizione del dente estratto. Solitamente il processo di guarigione impiega circa 7-10 giorni. Ecco alcuni consigli per velocizzare la guarigione:

  • Assumere gli antidolorifici secondo le dosi e modalità prescritte dal medico
  • Applicare del ghiaccio sull’area afflitta dopo l’estrazione, solo per 10 minuti a sessione per evitare un danno ai tessuti.
  • Riposare e limitare le attività per i successivi giorni.
  • Non fumare, non utilizzare cannucce.
  • Evitare risciacqui o sputare con forza nelle 24 ore successive al trattamento.
  • Evitare di stare sdraiati e dormire con cuscini rialzati, dato che può prolungare il sanguinamento. 
  • Mangiare solo alimenti morbidi, come la zuppa, yogurt, budino nei giorni successivi all’estrazione. Reintegrare lentamente i cibi solidi.
  • Continuare a spazzolare i denti e usare il filo interdentale, evitando la zona dell’estrazione.

Se il sanguinamento e il dolore è ancora grave dopo 4 ore dall’estrazione e se avete sintomi di febbre, nausea, vomito, infezione, vi consigliamo di contattare il vostro dentista di fiducia.

 

 Cosa mangiare dopo l’estrazione dei denti?

Subito dopo l’estrazione dei denti è importante assumere antibiotici e anti infiammatori per attutire il dolore provocato dall’estrazione dei denti. è importante stare attenti alla salute della propria bocca nei momenti successivi all’intervento sia per non aumentare il rischio di infiammazioni, sia per non ricorrere ad infezioni.

Da un punto di vista alimentare i giorni successivi all’intervento, è importante mangiare soprattutto alimenti morbidi come lo yogurt, i frullati o cibi freddi come il gelato.  Sono assolutamente sconsigliati cibi duri e caldi che possono irritare la ferita.

Dopo alcuni giorni si possono mangiare gli alimenti mediamente solidi e solo dopo una settimana, è possibile assumere quelli duri come la carne e il pane.







2018, Dicembre 2

Come curare una carie: le...

Come curare una carie? Abbiamo già parlato in precedenza di questa comune patologia che...

2018, Ottobre 22

Dolore denti del giudizio...

Dolore denti del giudizio? Le cause possono derivare da diverse patologie tra cui: posizione...