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Il segreto della longevità è scritto in 30 geni.



 

La durata della vita è scritta nei nostri geni.

Secondo i ricercatori di Zurigo la ricetta dell’eterna giovinezza è scritta in 30 geni, i quali, sfruttati opportunamente, potrebbero migliorare le condizioni di salute aumentando la longevità.

 Quanto detto sull’eterna giovinezza lo afferma uno studio pubblicato su “Nature Communications” condotto dal Politecnico di Zurigo in collaborazione con il centro di ricerca tedesco per lo studio dell’invecchiamento (JenAge).

I biologi hanno analizzato oltre 40.000 geni presenti nel Dna di tre organismi: il verme C. elegans, il pesce zebra e il topo da laboratorio. Dal confronto si è potuto notare che 30 sono i geni che influiscono sulla senescenza e che vengono regolati nello stesso identico modo nelle in tutte e tre le specie. Questi, ereditati da antichi antenati in comune, potrebbero essere presenti anche nell’uomo.

La prossima ricerca, affermano i biologi svizzeri e tedeschi, si focalizzerà sullo studio di questi geni per verificarne il loro impatto sull’invecchiamento. Attualmente nella specie più semplice, il verme C. elegans, il blocco selettivo di una dozzina di geni, ha allungato la vita dell’animale di almeno il 5% e la soppressione di un gene in particolare, il bcat-1, ha allungato la vita del verme di circa il 25%.

Ma numerose sono state le ricerche condotte sugli animali per scoprire i geni dell’invecchiamento:

Il primo fu scoperto nel 1993, il daf-2, che causava l’invecchiamento nella filarie, disattivandolo i vermi raddoppiavano la loro vita.

Nel 1998 è stato individuato il gene Matusalemme che consentiva di aumentare del 35% la vita della specie.

Nel 1999 i ricercatori guidati da P. G. Pelicci hanno scoperto il gene p66shc, il quale soppresso allunga la vita dei topi del 30% circa.

Nel dicembre 2000 è stato scoperto Indy, la cui mutazione raddoppia la vita dei moscerini.

Nel 2001 un team italo-americano (guidato dall’italiano Antonio Musarò dell’università La Sapienza e da Nadia Rosenthal dell’ University di Boston) ha annunciato la generazione di topi modificati geneticamente, i cui muscoli non invecchiano e quindi non perdono forza con il passare degli anni. Ciò è stato possibile grazie al gene della proteina Igf1 (insulin-like growth factor) in grado di bloccare la degenerazione dei muscoli.

DNA geni