La memoria dei denti

I denti hanno una memoria? Anche se non tutti ci crederanno, la risposta è affermativa. I denti hanno una memoria. Questo aspetto è legato da un lato ad una memoria di posizione e dall’altro ad una ricerca scientifica che ha messo in evidenza che le persone con gengive sanguinanti e denti mancanti mostravano una funzione cognitiva più scarsa rispetto a chi non aveva problemi dentali. Analizziamo questi due aspetti nello specifico.

La memoria di posizione dei denti

La memoria dei denti è spesso legata ad una memoria di posizione, che in ottica ortodontica, li riporta a tornare alla loro posizione una volta terminato un trattamento ortodontico.

Questo fenomeno avviene per diversi motivi, tra cui:

  • i tessuti gengivali e parodontali hanno subito una modifica dopo il trattamento ortodontico ed è necessario del tempo affinché si abituino nuovamente e si riorganizzino;
  • i cambiamenti dovuti alla crescita possono influenzare il corretto allineamento dei denti.

I trattamenti ortodontici risolvono la tendenza dei denti a ritornare nella loro posizione di origine, precisamente con un apparecchio di contenzione rimovibile notturno o con un retainer fisso.

In questo modo si riducono i rischi di recidiva stabilizzando denti nella loro nuova posizione, facendo “abituare” i tessuti di sostegno.

La contenzione viene effettuata con apparecchi specifici chiamati retainer che possono essere fissi e mobili che si portano la notte e possono essere composti da placche in resina, fili metallici e da mascherine termostampate. 

memoria dei denti

Legame tra denti e funzione cognitiva

Importante è la correlazione tra la bocca sana, soprattutto denti e gengive, e gli aspetti mentali di una persona. Lo ha testimoniato una ricerca dell’ University of North Carolina. Lo studio ha valutato 6000 persone di età compresa tra i 45 e i 64 anni mettendo in evidenza che in coloro i quali presentavano dei problemi gengivali come il sanguinamento o dei denti mancanti, le funzioni cognitive erano più deboli rispetto al gruppo di persone che non presentavano alcun problema gengivale.

Con ogni dente mancante, la funzione cognitiva di una persona si abbassa, così come per malattie parodontali piuttosto gravi. In termini di punteggio sulla memoria, coloro che presentavano condizioni di bocca sana, ottenevano un miglior punteggio.

Gli scienziati hanno giustificato questa scoperta all’infiammazione dei tessuti a supporto del dente che comunque vanno ad incidere su tutto l’organismo, in particolare sul sistema circolatorio che influenza direttamente il sistema cognitivo. La scoperta è interessante perché correla il fenomeno anche a malattie come l’Alzheimer che porterebbe ad aumentare il rischio di sviluppare malattie parodontali.

Il tema della memoria dei denti ci fa capire quanto è importante la prevenzione per i denti e la figura dell’ortodontista, effettuare visite periodiche dal dentista può aiutarci a valutare la situazione del cavo orale e l’insorgenza di problematiche.

Specializzata in Ortodonzia e Gnatologia. Laureata con 110/110 e lode in Odontoiatria e Protesi Dentaria all'Università degli studi di Bari. Formazione Ortodontica post-universitaria e Specializzazione in clinica Ortognatodontica all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Dottorato di ricerca sulla anatomo-fisiologia delle articolazioni. Abilitazione alla pratica Odontoiatrica dall'Università degli studi di Bari e General Dental Council, nel Regno Unito. Medico interno Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Roma. Prestazioni Volontarie: presto la mia collaborazione, occasionalmente ed a titolo assolutamente gratuito, presso scuole elementari/medie inferiori ed istituti d’infanzia per programmi di prevenzione sanitaria ed educazione all’igiene orale.