La storia dello spazzolino da denti.
Il primo spazzolino da denti fu ideato intorno al 3000 a.C. in Egitto, era un rametto grande quanto una matita sfilacciato ad un’estremità che veniva strofinata sui denti. Ancora oggi, in molte zone del Sud America e dell’Africa, vengono impiegati sistemi analoghi.
Lo spazzolino da denti con setole di maiale (fissate su impugnature di osso o bambù) ebbe invece origine in Cina verso la fine del 1400. In Europa si preferivano però i peli di cavallo, di fatto poco utili perché troppo morbidi e inoltre trattenevano l’umidità e favorivano lo sviluppo di funghi e batteri con conseguente infezione del cavo orale. La svolta giunse nel 1938 con la scoperta del nylon e la nascita del primo spazzolino sintetico.
Per millenni pulire i denti è significato semplicemente sbiancarli. Gli Egizi usavano una mistura fortemente abrasiva di pomice polverizzata e aceto di vino. I Romani preferivano l’urina, di cui sfruttavano la presenza di ammoniaca e che impiegavano , più che altro come collutorio. In Europa, a partire dal 1300, si cominciò a ricorrere all’acquaforte, una soluzione di acido nitrico altamente corrosiva: i denti sbiancavano ma lo smalto veniva corroso, aprendo la via alle carie.
L’attuale concetto di pulizia risale al 1800, quando alcuni dentisti bravi Roma scoprirono che le macchie giallastre osservate nei denti dei loro pazienti erano dovute all’alto contenuto di fluoro nell’acqua della zona. Ma scoprirono anche che i denti macchiati, sebbene antiestetici, erano privi di carie. Pensarono cosi di confezionare delle caramelle a base di fluoro, addolcite con miele, a scopo preventivo: il prodotto fu messo in commercio in Italia e in Francia nel 1840.
Soltanto agli inizi del novecento, in virtù di una serie di incoraggianti test scientifici, si realizzarono particolari paste contenenti fluoro e sali di sodio, molto simili ai dentifrici di oggi. Insomma, la strada è stata lunga ma i progressi per la cura dell’igiene orale continueranno rendendo il nostro sorriso sempre più smagliante.